martedì 16 maggio 2017

La custode di mia sorella

Ora posso decisamente darmi una calmata e leggere storie un po' meno... tragiche? Sentimentali? Drammatiche?
L'ultima recensione fatta è stata quella di "Tredici" e pochi giorni dopo iniziai a leggere un altro libro veramente particolare: "La custode di mia sorella" di Jodi Picoult.
 
La custode di mia sorella
di Jodi Picoult
Edizioni: Tea
Cartaceo: 9,00  €
E-book: 6,99 € Amazon
 
Trama:
Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l'ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche per poter essere donatore di midollo per sua sorella, ruolo che non ha mai messo in discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Un romanzo su un tema difficile e doloroso.
 

Recensione:
 
"Non sarei neppure viva, se Kate non fosse malata."
 
Questa frase rappresenta in modo concreto la nascita e la vita della protagonista, Anna, una ragazzina di tredici anni che intenta causa ai propri genitori per riprendersi i diritti del proprio corpo. L'intera vita di Anna è basata sull'aiutare e proteggere la sorella malata di leucemia e quindi utilizzata come "pezzi di ricambio", parole dure da dire eppure reali dato che non viene considerata se non in quanto aiuto può dare a Kate.
Durante la lettura tutti i suoi sentimenti sono contrastanti: da una parte c'è l'amore incondizionato per la sua famiglia dall'altra il desiderio di una vita normale, senza interventi e obblighi.
 
"Ho pensato a questa figlia soltanto per quello che potrà fare per l’altra mia figlia. Non l’ho mai ammesso neppure con Brian… eppure, non per questo sogno meno sul suo futuro: ho addirittura in programma di fare di lei la salvatrice di sua sorella."
 
Il rapporto tra Anna e sua madre, Sara, è basato sostanzialmente su quello che la ragazza può fare o non fare per la sorella maggiore. Essendo madre dovrebbe tenere ad entrambe le figlie eppure non riesce ad ascoltare la più piccola, anzi il suo pensiero fisso è solamente la figlia maggiore. Tutto il suo mondo gira attorno a Kate dimenticandosi del figlio Jesse che prende una brutta strada, così come Anna che esiste solo come custode della sorella.
Fin da subito Sara cerca di convincere la figlia a mollare la causa, non vuole sprecare tempo e questo mi fa pensare a quanto poco consideri Anna... a quanto sia invisibile.
Mi dispiace dirlo, ma da come la vedo io, Sara ama profondamente Kate, sarebbe disposta a tutto per lei mettendo in secondo piano l'altra figlia in quanto sacrificabile, certo vuole bene a Anna, ma non sarà mai ai livelli di Kate.
 
"Ma non aspettarti che io sia in grado di cambiare la tua vita."
 
Per ottenere questo cambiamento Anna si rivolge ad un avvocato, Campbell, il quale è un vero squalo nel suo mestiere e cercherà in tutti i modi di aiutare la sua cliente. All'inizio lo fa solo per la fama, ma poi lentamente ogni cosa cambia e viene fuori un altro mondo.
L'unica cosa che Anna potrà fare sarà quella di lottare per cambiare la sua vita anche a costo di scontrarsi con i propri genitori, anche a costo di stare male per la sua scelta... anche a costo di Kate.
Il rapporto tra le sorelle è stretto: litigano come solo il loro legame può permettere, si voglio veramente bene, sono sorelle e allo stesso tempo amiche sincere quindi anche questo comporta una lotta emotiva per la protagonista.
 
"Ho capito, anche tu eri invisibile."
 
Leggere questo libro è stato incredibile.
Giorno per giorno ho letto la storia anche se parecchie volte mi sono fermata, chiuso il libro e messo da parte perché le emozioni erano davvero troppo forti. Non potevo leggerlo così di volata: la drammaticità della storia è troppo intensa e quindi necessitavo riflettere per comprendere.
Alcune parti mi facevano crescere le lacrime agli occhi poichè è quasi una tortura leggere di come una famiglia si possa ridurre e di come non vengano ascoltati i bambini.
Ho letto e vissuto questo libro molto profondamente, l'ho sentito dentro al cuore e ogni mio battito era dedicato a questa storia così complicata dato che non è facile essere genitori, ma neppure vivere certe situazioni.
Vi consiglio di leggerlo con i fazzoletti vicini, tanta pazienza e speranza.
Alla prossima recensione!
Lu
 
 

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